sabato 31 ottobre 2015

CROISSANT DI BRIOCHE FARCITE



Ideali per la prima colazione ,per la merenda dei tuoi bimbi o anche per il buffet di una festa di compleanno. Si possono conservare un paio di giorni in una scatola di latta oppure surgelare e all'occorrenza scaldare e farcirle con crema pasticcera, al cioccolato o con una confettura di frutta.

INGREDIENTI;

PER IL LIEVITINO:

225 gr di acqua;

500 gr di farina 00;

70 gr di lievito di birra.

PER L'IMPASTO:

1 Kg di farina 00;

300 gr di zucchero semolato;

40 gr di malto in polvere;

150 gr di burro;

450 gr di uova freschissime;

300 gr di latte intero fresco;

30 gr di sale.

PER LE PIEGHE;

750 gr di burro.

q.b. di crema pasticcera o al cioccolato o confettura alla frutta.




PROCEDIMENTO:

Impastate il lievitino senza lavorarlo troppo, mettere la pasta in un contenitore con dell'acqua a temperatura ambiente e lasciate fermentare fino a quando la pasta sale a galla ( circa 10 minuti ). Quando l'impasto sarà venuto a galla, mettetelo nell'impastatrice con gli altri ingredienti, tranne il burro che dovrete mettere dopo che si sarà formata la trama glutinica ( cioè quando la pasta risulterà liscia ed elastica ) ed il sale che andrà aggiunto alla fine; impastate nuovamente fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo quindi fate riposare la pasta per 10/12 ore  in frigorifero.
Trascorso questo tempo stendete la pasta su un foglio rettangolare ad uno spessore  di circa 2 cm, ponete al centro il burro a temperatura ambiente e chiudete la pasta sopra il burro.
Stendete nuovamente e piegate in tre; lasciate riposare la pasta per 30 minuti in frigorifero, dopo di che stendere e piegare di nuovo in tre. Dopo un altro riposo di 30 minuti in frigorifero procedete con l'ultima piega  a tre.



A questo punto fate raffreddare e riposare bene la pasta in frigorifero, quindi stendetela con il mattarello ad uno spessore di 3 mm. Ricavate dei triangoli di pasta e arrotolateli per ottenere dei croissant. Appoggiateli su una teglia rivestita con carta da forno e fateli lievitare in un ambiente tiepido ( 30° gradi) per 2 ore circa quindi infornate a 180° gradi per 15 minuti circa. A fine cottura fate raffreddare e farcite a piacere.


venerdì 30 ottobre 2015

DELICACY CHEESE & FRUITS


Come i Nocciolotti anche questi miei pasticcini sono veramente una leccornia. Da mangiare in un solo boccone hanno un gusto molto fresco e delicato. Io ho scelto; per i primi  il connubio tra il frosting al mascarpone e amarena e per i secondi, panna aromatizzata alla confettura di frutti di bosco e la stessa confettura. DA PROVARE!!


INGREDIENTI;

200 gr di biscotti sbriciolati;

400 gr di mascarpone più q.b. per il frosting;

2 uova;

85 gr  di burro;

140 gr di zucchero semolato;

250 gr di panna più quella per il frosting;

un cucchiaino di succo di limone;

q.b. di confettura ai frutti di bosco;

q.b. di amarene sciroppate;

q.b. di frutti di bosco;

q.b. di zucchero a velo.




PROCEDIMENTO;

Preriscaldate il forno a 190° gradi ed ungete degli stampini piccoli della forma desiderata. In un tegame fate fondere il burro a fiamma debolissima. Spegnete unite i biscotti sbriciolati e dividete il composto equamente negli stampini.
In una ciotola, utilizzando le fruste elettriche, frullate il mascarpone, le uova, 100 gr di zucchero fino ad ottenere un composto soffice ed omogeneo. Versatelo negli stampini sopra la base di biscotti e fate cuocere in forno per circa 20 minuti. sfornateli e lasciate il forno acceso. In una ciotola mettete la panna e aggiungete un cucchiaino di succo di limone mescolatela  con lo zucchero rimasto e versate sui dolcetti; rimettete in forno e terminate la cottura per altri 10 minuti.
Sfornate i dolcetti e lasciateli raffreddare prima di metterli in frigorifero per almeno 6 ore. Preparate il frosting al mascarpone mescolando il mascarpone con un cucchiaio di zucchero a velo. Mettete il composto in una sac-a-poche con una bocchetta a fiore e formate un ciuffo su un dolcetto. Decorate con un'amarena sciroppata. Prendete un'altro dolcetto e sulla superficie  mettete un cucchiaino di confettura di frutti di bosco. Montate la panna senza zucchero. Prendete una sac-a-poche e con un lungo stuzzicadenti formate interno delle righe alternate con la confettura di frutti di bosco. Aggiungete la panna e formate dei ciuffetti sul dolcetto. Decorate con qualche frutto di bosco.
Mettete in frigorifero fino al momento del servizio.



NOCCIOLOTTI



Piccoli dessert ideali per un fine pasto veloci da preparare e golosissimi.

INGREDIENTI:

75 gr di burro;

75 gr di zucchero semolato;

75 gr di farina 00;

2 uova;

mezza bustina di lievito per dolci;

50 gr di nocciole macinate.

PER LA FARCIA;

250 gr di cioccolato fondente;

75 gr di burro;

200 ml di panna;

2 cucchiai di brandy;

50 gr di biscotti sbriciolati;




PROCEDIMENTO;

Ungete 6 stampini della forma che preferite in silicone e ungeteli con del burro sciolto. In una ciotola, con le fruste elettriche, lavorate a crema il burro con lo zucchero, unite le uova e amalgamate tutti gli ingredienti. Setacciate la farina con il lievito e le nocciole macinate finemente.
Distribuite nei singoli stampi uno strato di circa mezzo cm di composto e cuocete in forno preriscaldato a 18° gradi per 20 minuti. Sfornate e lasciate raffreddare.
Preparate la farcia: in un tegamino fate fondere il cioccolato con il burro e la panna e mescolate continuamente con un cucchiaio di legno o con una frusta a mano. Togliete dal fuoco e fate riposare per 15 minuti poi aggiungete i biscotti sbriciolati ed il Brandy.
Mescolate per amalgamare bene tutti gli ingredienti. Versate l'impasto sugli stampi , sopra il composto già cotto, livellate la superficie con una spatola e ponete in frigorifero a raffreddare per almeno 3 ore. Sformate delicatamente i nocciolotti e decorateli con un ciuffo di panna montata non zuccherata, un pezzetto di fragola, una perla di cioccolato e nocciolae un cubotto di wafer alla nocciola. Mettete in frigorifero fino al momento del servizio.












giovedì 29 ottobre 2015

CUBI DI CARPACCIO

Vi presento un antipastino veloce veloce da fare quando avete ospiti inattesi e non avete tanto tempo da dedicare ai fornelli . Da preparare con un 'oretta di anticipo vi stupirà per  semplicità e freschezza. Il successo è assicurato!




INGREDIENTI:

4 fette di pane per tramezzini di forma rettangolare;

8 fette di carpaccio di manzo;

4 mozzarelle asciutte;

crema di olive nere;

il succo di un limone;

q.b. di sale e pepe;

q.b. di olio extra vergine di oliva.


PROCEDIMENTO;

Preparate un emulsione: in una ciotola emulsionare un paio di cucchiai di olio evo con il succo del limone, un pizzico di sale e di pepe. Disponete su un piatto le fette di carpaccio e irroratele con l'emulsione. Prendete la prima fetta di pane, spalmatevi sopra un primo strato di crema di olive, due fette di carpaccio, qualche fetta di mozzarella e coprite con la successiva fetta di pane. Procedete fino a realizzare o tre o quattro strati. Mettete in frigorifero e fate riposare almeno un'oretta. Preparate il piatto per il servizio. Riprendete il pane e tagliatelo in  quadrotti. Metteteli sul piatto, aggiungete un pò di olio evo e servite.





martedì 27 ottobre 2015

INVOLTINI DI SPECK ( Da IL MIO QUADERNO DI RICETTE )


Chi l'ha detto che per stupire a tavola bisogna sempre preparare piatti ricercati e complicati?! Vi presento una ricetta veloce veloce che potete trovare anche sul MIO QUADERNO DI RICETTE.
Ingredienti semplici e facili da trovare. Il sapore affumicato dello speck si sposa benissimo con la dolcezza del formaggio spalmabile e la parte croccante data dagli arachidi. Provatela il successo è assicurato!



INGREDIENTI:

12 fette di speck ( se sono tagliate lunghe potete dividerle a metà );

due confezioni di formaggio tipo Philadelphia;

q.b. di arachidi salate tritate grossolanamente.


PROCEDIMENTO:

Prendete una fetta di speck, mettete al centro un pò di crema di formaggio e aggiungete un cucchiaino di arachidi tritate. Arrotolate la fetta e procedete fino ad esaurimento ingredienti. Su un piatto da portata per il servizio disponete un letto di insalata songino o in alternativa della rughetta di campo, irroratela con un emulsione di olio evo, un pizzico di sale e una grattugiata di pepe. Disponetevi sopra i rotolini di speck, versate qualche goccia di aceto balsamico e servite.

IMPRIULATA ( Da IL MIO QUADERNO DI RICETTE )


Ecco qui un 'altre delle mie ricette prese dal MIO QUADERNO DI RICETTE . Anche questa profuma di Sicilia ed è una ricetta della famiglia di papà che si tramanda da generazioni. Come la maggior parte delle conosciutissime ricette siciliane anche questa potrebbe essere considerata una ricetta da rosticceria o da " campagna" come le definisco io, visto e considerato che è una di quelle pietanze che mia nonna preparava a mio nonno quando partendo la mattina all'alba e rientrando la sera tardi , andava a lavoro nelle campagne.

INGREDIENTI per la pasta per pizza:

500 gr di farina 00 più quella per la lavorazione;

15 gr di lievito di birra sciolto in mezzo bicchiere di acqua tiepida;

5 cucchiai di olio extra vergine di oliva;

10 gr di sale;

q.b. di acqua fredda.

PROCEDIMENTO:

Mettete la farina a fontana su una spianatoia, versatevi al centro il lievito sciolto nell'acqua tiepida e impastate. Aggiungete il sale e continuate al lavorare l'impasto  amalgamando uno alla volta i 5 cucchiai di olio e tanta acqua fredda quanto basta ad ottenere un impasto liscio e omogeneo. Lasciate lievitare  l'impasto ottenuto all'interno di una ciotola coperta con un panno ( meglio se di lana ) in un luogo asciutto e caldo per circa un 'ora o almeno fino a quando non avrà raddoppiato il suo volume.

INGREDIENTI per la farcia:

800 gr di cipolla;

500 gr di salsiccia di suino tritata e privata del budello;

q.b. di pecorino primo sale tagliato a piccoli tocchetti;

q.b. di olio extra vergine di oliva;

q.b. di sale.

PER FINIRE...

In una padella antiaderente scaldate due cucchiai di olio evo e rosolatevi la cipolla tagliata a fette sottilissime. Lasciatela imbiondire e aggiungete la salsiccia tritata. Cuocere per 10 minuti ed eliminate a fine cottura il grasso che la salsiccia avrà lasciato durante la cottura. Lasciate raffreddare. Riprendete la pasta per pizza, infarinate il piano di lavoro e stendetela con il mattarello dandogli una forma rettangolare dello spessore di circa un centimetro. Prendete una teglia  e rivestitela con carta da forno. Mettetevi sopra il rettangolo di pasta e lasciando liberi i bordi laterali, ricopritela con il composto di salsiccia e aggiungete una quantità a piacere di dadini di pecorino. Arrotolate la pasta e spennellate la superficie con un pò di olio evo. Infornate in forno preriscaldato a 200° gradi per circa 20 minuti. Sfornate, lasciate intiepidire e tagliate il rotolo a rondelle.




lunedì 26 ottobre 2015

TORTA SOFFICE ALLO YOGURT PERE E CEREALI


video

Vi propongo questa  mia ricetta con il fotografico filmata passo passo. La ricetta è facilissima e realizzata con quello che ho trovato nel frigorifero, ideale per la prima colazione o per un tè con le amiche. Vi assicuro che la ricetta è veloce nella sua esecuzione e facilissima da realizzare...il risultato vi sorprenderà. Provatela e fatemi sapere.


INGREDIENTI:

4 uova grandi a temperatura ambiente;

300 gr di yogurt alle pere e cereali;

200 gr di burro a temperatura ambiente;

due cucchiai di latte condensato;

200 gr di zucchero semolato;

q.b. di scorza di arancia grattugiata ( io uso la polvere ricavata dalla buccia essiccata e frullata );

250 gr di farina per dolci;

80 gr di fecola di patate;

una bustina di lievito per dolci in polvere;

un pizzico di sale;

q.b. di zucchero a velo.


PROCEDIMENTO:

Accendete il forno a 170° gradi e portatelo a temperatura. Nel frattempo in una planetaria mettete il burro ammorbidito con lo zucchero e frullate alla bassa velocità per almeno 5 minuti fino ad ottenere una crema. Sempre con le fruste il movimento aggiungete una alla volta le uova. Fate amalgamare bene l'ultimo uovo e aggiungete lo yogurt, i due cucchiai di latte condensato. la scorza grattugiata dell'arancia e il pizzico di sale. Setacciate la farina con la fecola e il lievito e, con le fruste alla minima velocità aggiungetele aggiungetele al composto. Spegnete e continuate a mescolare delicatamente con un cucchiaio di legno per evitare di smontare il composto. Versatelo in una tortiera di circa 26/28 cm di diametro imburrata e infarinata. Infornate per circa 30/40 minuti in forno statico. Lasciate raffreddare, sformate e spolverizzate con zucchero a velo.




giovedì 22 ottobre 2015

CULURZONES CON FONDUTA DI PECORINO,GUANCIALE CROCCANTE E CIPOLLA CARAMELLATA AL MIELE DI ASFODELO


Questi Culurgionis sono della zona al confine tra l'oristanese e il nuorese, di un paesino che si affaccia sul lago Omodeo che s chiama Ardauli. Solitamente vengono preparati  per le feste ed in particolare per la festa di San Quirico che ricorre in vari periodi dell'anno: il giorno di Pasquetta, il 15 Luglio e il 19 Agosto ( sa notte 'e sa chena nel periodo delle novene ). Nascono dalle sapienti mani della Sig.ra  Maria. In questo caso non sono caratterizzati dalla tradizionale chiusura a spiga ma si presentano con la forma del raviolo. A differenza dei Culurgionis Ogliastrini questi sostituiscono la menta con la Nebidedda che è la denominazione popolare di un'erba autoctona che nulla ha a che vedere con la Nepitella o con la Calamita nepeta. Il nome scientifico è Origanum vulgare. Appartiene alla famiglia delle Labiate, si tratta di un'erba perenne, aromatica, rizomatosa; non si conosce la sottospecie in quanto , essendo un ibrido con qualche altra erba, necessita di un analisi cromosomica; al momento infatti non esiste una precisa classificazione di quest'erba. Le foglie sono opposte ed a lamina ovata-oblunga. I fiori , riuniti in pannocchie terminali, sono addensati in spicastri ovoidi; il calice è tubuloso, la corolla bilabiata bianca con quattro stami sporgenti. La fioritura è da Maggio a Settembre.
In questa ricetta di mia elaborazione ve li presento su una fonduta di pecorino sardo con del guanciale croccante e cipolla caramellata con miele di Asfodelo.


INGREDIENTI per 8 persone:

Per la pasta: 

500 gr di semola di grano duro;

q.b. di acqua tiepida;

q.b. di sale.

Per il ripieno:

700 gr di patate;

30 gr di formaggio pecorino grattugiato stagionato da almeno un anno;

q.b. di sale;

un cucchiaio di farina 00;

30 gr di nebidedda ( solo le foglie sminuzzate con le forbici );

20 gr di lardo salato ( oppure strutto );

un cucchiaio di olio extra vergine di oliva.

Per il condimento:

due grosse cipolle bionde;

6 fette di guanciale;

q.b. di miele di asfodelo;

100 gr di latte intero;

300 gr di pecorino sardo  grattugiato.

q.b. di olio extra vergine di oliva.




Prepariamo il ripieno.
Lavate le patate, fatele lessare con la buccia e pelatele; passatele ancora calde allo schiacciapatate o con un passa verdure. Raccoglietele in una terrina, impastate per bene e lasciate riposare. Tagliate a dadini il lardo salato, fatelo soffriggere con l'olio e/o lo strutto e lasciate riposare per qualche minuto. Nel frattempo nella terrina lavorate il passato di patate e formate una cavità al centro nella quale sistemerete la nebidedda precedentemente sminuzzata; ai bordi distribuite il pecorino grattugiato, la farina e il sale. Quindi rovesciate il lardo sciolto ancora caldo sulla nebidedda. Amalgamate bene tutti gli ingredienti e lasciate riposare.

Passiamo alla preparazione  dell'impasto per  la pasta dei Culurgionis.
Mettete la semola nella spianatoia, versate gradatamente l'acqua tiepida leggermente salata e lavorate fino ad ottenere una pasta consistente ed elastica. Con il mattarello, stendete due o tre sfogli sottili alla volta ( larghe almeno 12 cm e lunghe 40/60 cm ); ponete al centro, in fila, delle mezze cucchiaiate di ripieno a distanza regolare; ripiegate quindi la sfoglia a metà, premendo tra un mucchietto e l'altro in modo che i ravioli non sia aprano durante la cottura. Con una rotella dentellata s'orrosonita 'e gravellu , ritagliate la pasta eccedente e dividete i ravioli. Sistemateli in ordine nei canestrini o vassoi in attesa della cottura. Continuate così fino ad esaurimento della pasta con l'accorgimento di coprire la pasta rimanente con un canovaccio per evitare che l'esposizione all'aria non la secchi.

Dedicatevi al condimento.

Mettete il latte in un pentolino e appena diventa caldo aggiungete il pecorino grattugiato e iniziate a mescolare per evitare la formazione di grumi. Lasciate in caldo. Prendete una padella antiaderente e aggiungeteci un paio di cucchiaiate di olio evo. Sbucciate e affettate a velo le cipolle, versatele nella padella e fatele rosolare fino a farle imbiondire . Salatele e aggiungete un paio di cucchiaini di miele,  fate leggermente caramellare. Spegnete e lasciate in caldo. Prendete un'altra padella antiaderente , fatela scaldare. Tagliate a listarelle il guanciale e mettetelo a sfrigolare nella padella calda fino a quando non diventa croccante.. In una capace pentola mettete dell'acqua e portatela ad ebollizione. Salatela e cuoceteci i Culurgionis che saranno pronti quando saliranno a galla. Preparate il piatto per il servizio. Sul fondo mettete un paio di cucchiai di fonduta, adagiatevi sopra i Culurgionis e cospargeteli con un pò di cipolla e con il guanciale croccante. Servite caldo.

mercoledì 21 ottobre 2015

PANE E PANELLE (DA IL MIO QUADERNO DI RICETTE)




Uno dei prodotti tipici ed esclusivi della Sicilia e  in particolar modo di Palermo e provincia sono le panelle, delle "fettine" sottilissime di farina di ceci dalla forma rettangolare o rotonda, fritte nell'olio bollente e mangiate in mezzo ad un panino ( la famosa Mafalda ), anche se si possono gustare al naturale e hanno un sapore unico e delizioso. Inventate dagli arabi attorno al decimo secolo, sono diventate un cibo veloce da strada e si possono acquistare in una delle tante friggitorie del palermitano o vendute da bizzarri venditori ambulanti ( i classici " panellari" ) o nei ristoranti e nelle pizzerie, serviti come antipasto caldo assieme alle crocchette di patate, alle patatine fritte, alle olive ascolane e alle mozzarelline fritte.

POTETE TROVARE LA RICETTA SUL MIO QUADERNO DI RICETTE IN ITALIANO E IN INGLESE IN VENDITA SU TUTTI GLI STORE AMAZON.





















SARDE A BECCAFICO DI NONNA TINA ( da il mio quaderno di ricette )

Un altra delle mie ricette raccolte nel MIO QUADERNO DI RICETTE sono le sarde a beccafico che la mia nonna Tina ha tramandato alla mia mamma. Lei le faceva in rosso e con lo stesso sugo sbriciolandone dentro una, ci condiva gli spaghetti e successivamente vi darò anche quella ricetta. Qui le trovate in bianco.


INGREDIENTI;

12 sarde non troppo piccole;

5 olive verdi senza nocciolo;

10 cucchiaini di pangrattato;

2 cucchiaini di capperi salati e lavati;

3 cucchiaini di prezzemolo tritato;

un acciuga sotto sale;

mezzo spicchio d'aglio;

un'arancia pelata a vivo tagliata a spicchi e poi in quarti;

2 o 3 foglie di basilico;

12 foglie di alloro fresco;

q.b. di olio extra vergine di oliva;

q.b. di sale;


PROCEDIMENTO;

Per iniziare pulite e lavate le sarde; togliete la testa, squamatele e lavatele sotto l'acqua corrente. Apritele a libro e asportare la lisca. In un frullatore mettete il prezzemolo, l'aglio, le olive, le foglie del basilico, i capperi, l'acciuga e frullate tutto. Aggiungete i 5 cucchiaini di panegrattato e continuate a frullare. Versate il composto ottenuto in una ciotola e aggiungete a filo tanto olio evo quanto basta a realizzare un impasto omogeneo. Prendete quindi una sarda aperta a libro, mettete al centro un pò di composto ottenuto e arrotolate. Procedete così fino ad esaurimento delle sarde. Prendete uno spiedo di legno lungo bagnatelo per evitare che si bruci durante la cottura e infilzatevi una sarda alla volta alternandola con un quarto di spicchio di arancia e una foglia di alloro. Per ogni spiedino mettete 3 o 4 sarde intervallate con l'arancia e l'alloro. In una teglia da forno mettete un goccino di olio evo e adagiatevi gli spiedini. Irrorateli con ancora un pò di olio evo versato a filo e infornate  in forno preriscaldato a 180° gradi per 5 minuti. Servite caldo.

SUGGERIMENTO:

Per il servizio io prendo un piatto da portata ovale e sul fondo adagio un insalatina di arance tipica anch'essa siciliana preparata in questo modo; prendete 4 arance come quelle utilizzate per la ricetta delle sarde, lavatele e pelatele a vivo ( eliminate tutta la pellicina bianca esterna che altrimenti la rende amara ). Sbucciate e affettate sottilmente mezza cipolla rossa di Tropea u un cipollotto fresco.
In una ciotola preparate un emulsione  sbattendo con la forchetta 3 o 4 cucchiai di olio evo, un pizzico di sale e una grattugiata di pepe. Posizionate sul piatto di servizio le fette di arancia, adagiatevi sopra le fette di cipolla, unite 12 olive nere ( meglio quelle infornate ) e condite tutto con l'emulsione. Lasciate riposare circa 10 minuti, mettete sopra gli spiedini ancora caldi e servite.


martedì 20 ottobre 2015

LE ARANCINE DI RISO QUELLI VERI! ( da il mio quaderno di ricette )



L'Arancino è una specialità della cucina siciliana. Come tale è riconosciuta e inserita nella lista dei prodotti agroalimentari italiani del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Con il nome di " arancini di riso" si presenta come una palla fritta del diametro di circa 8-10 cm. Il più conosciuto è farcito con un ragù di carne e piselli, con pezzetti di caciocavallo ma , in alcune zone della Sicilia lo si trova anche in bianco farcito con prosciutto cotto, dadini di mozzarella e granella di pistacchi. Il suo nome deriva dalla forma originale che ricorda quella di un'arancia ma in alcune zone della Sicilia orientale gli arancini hanno spesso una forma conica. Nella parte occidentale della Sicilia è conosciuta come " arancina " mentre in quella orientale con il nome di " arancino ". Secondo la scrittore Gaetano Basile la pietanza dovrebbe essere indicata al femminile proprio perchè ricorda un'arancia. Le origini dell'arancino sono molto discusse. Ci sono autori che a causa degli ingredienti utilizzati tra cui lo zafferano, lo collocano nel periodo della dominazione mussulmana, periodo in cui è stata introdotta sull'isola l'usanza di consumare il riso con lo zafferano, le erbe e la carne. La sua panatura invece si pensi risalga alla corte di Federico II  di Svezia quando si cercava di conservare il cibo durane le lunghe battute di caccia. Essa infatti serviva a preservare il riso  e la conservazione del condimento. Si pensa che l'arancino caratterizzasse  il tradizionale cibo d'asporto che spesso si portavano gli uomini che andavano a lavorare in campagna.
Oggi l'arancino viene considerato il prodotto da rosticceria più caratteristico della sua Regione e ancora  oggi per questo molte sono le città che ne rivendicano la paternità.


INGREDIENTI:

1 kg mdi riso Arborio o Roma ( o comunque riso ideale per risotti );

800 gr di carne di manzo macinata;

mezza cipolla bionda o bianca;

750 gr di pisellini surgelati;

700 gr di pasta filante;

un pizzico di zucchero semolato;

1 lt di passata di pomodoro;

un tubetto di concentrato di pomodoro;

q.b. di sale;

q.b. di olio extra vergine di oliva;


Per la panatura:

q.b. di olio di oliva per friggere ( in alternativa olio di arachide );

4 uova intere e 4 tuorli grandi;

q.b. di pane grattugiato;

Per la frittura utilizzare una padella dai bordi molto alti oppure l'ideale sarebbe usare una friggitrice.


PROCEDIMENTO:

In un tegame mettete l'olio extra vergine di oliva aggiungete la cipolla tritata, meglio se a coltello, e fatela imbiondire. Aggiungete la carne macinata e fate rosolare. A questo punto aggiungete  la passata di pomodoro e il concentrato. Coprite con un coperchio e fate proseguire la cottura per 5 minuti. Trascorso questo tempo, continuando la cottura, aggiungete i pisellini, un pizzico di zucchero e il sale. Coprite nuovamente e continuate la cottura a fuoco lento per 10/15 minuti ( il ragù sarebbe meglio prepararlo il giorno prima ).  Una volta cotto il ragù trasferitelo in un colino in modo che perda tutto il liquido di cottura che terrete da parte perchè vi servirà  per condire il riso una volta bollito. In una capiente pentola mettete a bollire abbondante acqua. Quando arriverà ad ebollizione, salatela e aggiungete il riso. Cuocete per circa 14 minuti. Prima di scolarlo, nella stessa acqua di cottura, aggiungete dell'acqua fredda che servirà a bloccarne la cottura. Scolate il riso in uno scolapasta. Mettetelo a raffreddare allargandolo in una teglia rettangolare molto larga, aggiungete il liquido di cottura del ragù precedentemente messo da parte e mescolate. Lasciate raffreddare completamente. A questo punto, bagnandovi spesso le mani, prelevate una bella manciata di riso delle dimensioni del vostro palmo, al centro mettete un cucchiaio di ragù e la pasta filante tagliata a piccoli dadini. Aggiungete un altro pò di riso per formare una grossa palla delle dimensioni di un arancia media. Continuate fino ad esaurimento del riso. In una terrina sbattete le uova intere con i tuorli.  In una teglia a sponde basse mettete il pane grattugiato. Immergete un arancino per volta prima nell'uovo e poi nel pangrattato avendo cura di impanarle completamente. Friggetele in abbondante olio caldo. Fatele scolare bene su un piatto rivestito con carta assorbente da cucina prima di servirli. Sono ottimi serviti caldi con il cuore di formaggio filante, ma si possono preparare anche per un buffet freddo.

Mio papà dice che: "si devono mangiare con le mani" !!!



lunedì 19 ottobre 2015

IL CESTO DELLE ROSE DI SALMONE CON SALSA ALLA MENTA E PISTACCHIO DI BRONTE



INGREDIENTI:

due confezioni di pasta sfoglia rettangolare;

una confezione di pasta sfoglia rotonda;

250 gr di formaggio fresco spalmabile;

un tuorlo;

q.b. di latte;

una confezione di salmone affumicato;

q.b. di foglie di menta fresca;

tre foglie di basilico fresco;

una manciata di pistacchi di Bronte;

q.b. di burro fuso per ungere la teglia;

q.b. di olio extra vergine di oliva.














PROCEDIMENTO;

Prendete una delle sfoglie rettangolari e dividetela in sei strisce delle stesse dimensioni o in dodici se le volete più piccole. Procedete alo stesso modo con il secondo rettangolo. Su ogni striscia spalmate un pò di formaggio cremoso, tagliate il salmone a pezzetti e adagiatelo sulla parte alta della striscia distanziando i pezzetti ( io ne metto sei per ogni striscia ) . Ripiegate la parte bassa della striscia alla base dei pezzetti di salmone, prendete una delle due estremità e arrotolatela. Prendete una teglia antiaderente  per muffin con 12 stampi, spennellate ogni stampo con del burro fuso e adagiatevi le rose di sfoglia. Infornate  in forno preriscaldato a 200° gradi per circa 20 minuti, sfornate e lasciate raffreddare. Nel frattempo preparate la salsina alla menta per accompagnarle. In un mixer mettete le foglie di menta, il basilico e la manciata di pistacchi. Aggiungete tanto olio evo quanto basta per realizzare un emulsione. Prendete la confezione della pasta sfoglia rotonda e con la sua carta da forno adagiatela all'interno di uno stampo da budino alto. Sbattete il tuorlo con un goccino di latte e spennellate la superficie della sfoglia. Infornate a 200° gradi per circa 20 minuti. Sfornate, lasciate raffreddare e sformate. Avete così ottenuto il cestino di sfoglia all'interno del quale servirete le rose di salmone. Servite tiepide accompagnate alla salsa.

domenica 18 ottobre 2015

TORTINE CHOCO PARIDISO


Per l'ora del tè vi presento le mie tortine choco paradiso da realizzare in 20 minuti anche per la gioia dei più piccoli.



                                                                                                         
INGREDIENTI  per 6 tortine;

100 gr di burro morbidissimo;

100 gr di zucchero semolato;

100 gr di farina per dolci;
                                                                                             
un tuorlo; un uovo;

mezza bustina di lievito per dolci;

la scorza grattugiata di un limone;

q.b. di cioccolato fondente;

q,b, di zucchero a velo.




PROCEDIMENTO:

Lavorare a crema il burro con lo zucchero aiutandovi con le fruste elettriche. Sbattere leggermente le uova in un piatto e aggiungerle un pochino alla volta all'impasto. Continuate a frullare alla minima velocità e aggiungete la scorza del limone grattugiata finemente e la farina setacciata con il lievito. Imburrate e infarinate una teglia da 6 forme a ciambella, mettete l'impasto in una sac-a.poche e versatelo in ogni stampo. Fate cuocere in forno preriscaldato a 180°gradi per 25 minuti. Sfornate e lasciate raffreddare prima di sformarli. Nel frattempo sciogliete il cioccolato o nel microonde o a bagnomaria. Rivestite un vassoio con carta da forno e aiutandovi con un cucchiaio realizzate dei cerchi spessi che serviranno da base per le tortine. Posizionatele sopra ogni cerchio di cioccolato ancora caldo, decorate la superficie a piacere e mettete qualche minuto in frigorifero per far solidificare le basi di cioccolato. Servire su un vassoio e spolverizzate con zucchero a velo.







sabato 17 ottobre 2015

CASERECCE AI FUNGHI PORCINI SU FONDUTA DI FORMAGGIO D'ALPEGGIO


DOLCI TENTAZIONI D'AUTORE nasce a Domodossola ridente cittadina tra le Alpi piemontesi. Anche se all'età di otto anni mi trasferisco in Sardegna con la famiglia rimango sempre legatissima alla terra che mi ha dato i natali. Nella mia quotidianità mi ritrovo spesso a rivivere i momenti della mia infanzia, risento i profumi che c'erano a casa di mia nonna quando preparava il sugo o semplicemente, se mi capita di inzuppare il pane della sera prima nel latte, mi ritorna in mente mio nonno seduto in cucina a capotavola al momento della colazione. I profumi delle montagne, il rumore dei torrenti, la crostata alla crema e mirtilli freschi o la treccia di brioche che mi hanno accompagnato per diversi anni ancora sono e rimarranno sempre tatuati sul cuore e impressi nella mente. Ed è per questo che nasce questa ricetta, ispirata proprio ai ricordi d'infanzia. Buon appetito!


                                                           


INGREDIENTI:

500 gr di Casarecce;

6 funghi porcini grandi;

un pezzetto di pancetta tagliata a listarelle  sottili;

2 spicchi d'aglio;

300 gr di latte intero;

3 fette di formaggio Aleccio tagliato a dadini:

q.b. di grana grattugiato;

una manciata di funghi secchi ridotti in polvere;

q.b. di prezzemolo tritato;

q.b. di olio extra vergine di oliva;

q.b. di sale e pepe.


PROCEDIMENTO:

In una pentola mettere a bollire dell'acqua per cuocere la pasta. In una larga padella antiaderente mettete un paio di cucchiai di olio evo , sbucciate e dividete in due gli spicchi d'aglio e fate insaporire l'olio. Lavate, private dalla loro terra i funghi porcini, divideteli a metà e tagliateli a fettine. Aggiungeteli nella padella e fate rosolare. Tagliate a listarelle sottili la pancetta e fatela rosolare insieme ai funghi. Fate cuocere un paio di minuti, salate e aggiungete un pò di prezzemolo tritato.
Prendete i funghi secchi, metteteli in un mixer e frullateli fino a ricavarne una polvere. In un pentolino mettete il latte, aggiungete il formaggio Aleccio tagliato a pezzettini e sempre mescolando fate sciogliere. Aggiungete il grana grattugiato, la polvere di funghi e  salate leggermente. Aggiungete un paio di cucchiaiate di fonduta nella padella dei porcini. Appena l'acqua raggiunge il bollore, salatela e cuocete la pasta, lasciandola un pò indietro di cottura. Aggiungete un paio di mestoli d'acqua della pasta al sugo di porcini e riaccendete il fuoco. Scolate la pasta con un mestolo forato dentro la padella e fate mantecare aggiungendo il resto della fonduta e qualche mestolo di acqua di cottura della pasta per evitare che si asciughi. Servite caldo con una spolverizzata di prezzemolo.




venerdì 16 ottobre 2015

LE IRIS...PASSIONE DI ZIO SALVO (da il mio quaderno di ricette)



In Sicilia più che altrove in ogni periodo dell'anno ogni festa, ogni ricorrenza ha la propria pietanza tipica, in particolare dolce.
Generalmente i dolci vengono definiti " cose duci" ( cose dolci ) con l'indicazione del periodo in cui si preparano e si consumano. In tutta la Sicilia grande apporto alla creazione e diffusione dei dolci è stato dato soprattutto della preparazione di bevande e liquori. Anticamente era consuetudine infatti recarsi in carrozza presso i conventi per comprare cannoli e altri dolci che le suore di clausura porgevano agli avventori attraverso la cosiddetta " ruota " consistente in una botola di ferro posta nel muro del convento. I compratori pagavano i dolci così consegnati poggiando il denaro nella botola che veniva girata verso l'interno per poi ruotare verso l'esterno la " guantiera di cose duci " ossia un vassoio colmo di delizie dalle ricette spesso segrete. Molti dei dolci che oggi si trovano delle pasticcerie siciliane in ogni periodo dell'anno, un tempo erano legati a delle particolari festività. Per citarne uno, in Sicilia è usanza che si portino in dono dei dolci quando si è invitati a pranzare a casa d'altri e guai se gli ospiti non sono " costretti a bussare con i piedi " poichè si presume che abbiano le mani impegnate dai vassoi dei dolci. Oppure ancora quando il fidanzato per la prima volta fa la cosiddetta " acchianata " ovvero sale a casa della fidanzata per conoscere i genitori, porti le " paste " ovvero dolci ripieni di ogni sorta di farcitura ( ricotta, cioccolato, pistacchio, crema gialla e crema di latte ). Le Iris dolci tipici palermitani fanno parte della tradizione della schiera della rosticceria siciliana. Anche questo " involucro" di bontà è nato dalla sapiente arte culinaria delle monache di clausura che sviluppano all'interno dei conventi. Originariamente le Iris venivano preparate utilizzando dei piccoli panini simili a delle rose caratterizzate da un interno poroso che è particolarmente adatto alla farcitura. In seguito i mastri pasticceri hanno creato un impasto pensato ad hoc per creare un accogliente alveo in grado di contenere la soffice crema di ricotta. L'Iris è un dolce da colazione fritto, tipico di alcune zone della Sicilia. L'involucro sottile simile alla pasta brioches viene reso croccante dalla panatura e all'interno racchiude un abbondante ripieno di ricotta o di crema pasticcera o al cioccolato. A Palermo le Iris nascono con un ripieno di ricotta mentre a Catania vanno per la maggiore quelle ripiene di crema pasticcera o al cioccolato. E' da considerarsi un vero e proprio sgarro alla dieta considerato che, oltre alla frittura, ognuno di essi scoppia di crema e pesa minimo due etti!!! Ma considerate che in Sicilia sono abituati a fare colazione con le Arancine...questa la dice tutta!! Questa ricetta come potete leggere dal titolo porta il nome del fratello di papà, zio Salvo, a cui la dedico, considerato che sono cresciuta sentendo raccontare dai miei quanto zio Salvo vada matto per le Iris.


INGREDIENTI;

500 gr di farina maiorca ( 70% grano duro 30% grano tenero );

50 gr di lievito di birra;

500 gr di latte intero;

un uovo grande per l'impasto;

50 gr di strutto o di burro ( ricordatevi che lo strutto da sofficità e rende la frittura più croccante );

40 gr di ricotta vaccina fresca ( quella siciliana leggermente salata sarebbe l'ideale );

200 gr di zucchero semolato;

100 gr di cioccolato fondente ridotto in scaglie;

100 gr di zuccata o frutti canditi tagliati a piccoli pezzetti;

2 uova grandi per la panatura;

q.b. di pane grattugiato;

q.b. di olio di semi di arachide per friggere.


PROCEDIMENTO:


Impastate la farina con lo strutto, l'uovo, il lievito di birra sciolto in un pò di latte tiepido e il resto del latte e 50 gr di zucchero. Appena otterrete una pasta morbida copritela con un telo e lasciaela lievitare per due ore circa. Intanto preparate la crema. Il mio consiglio è quello di avvolgere il giorno prima la ricotta in due strofinacci da cucina di cotone per farla asciugare bene in modo che perda tutto il suo siero e una volta asciugata setacciarla con una forchetta per renderla liscia e cremosa. A questo punto mettetela in una ciotola e amalgamate con il resto dello zucchero. Lavorate bene con una forchetta fino ad ottenere una crema omogenea, all'occorrenza potete aggiungere un pò di latte se la ricotta dovesse risultare troppo densa. Aggiungete il cioccolato e la zuccata o la frutta candita tagliata a cubetti. Quando la pasta sarà lievitata stendetela con il mattarello e formate dei dischetti con un tagliapasta dai bordi lisci. Al centro di ogni disco mettete un cucchiaio di crema e chiudete con un altro disco delle stesse dimensioni. Fate lievitare ancora per un'ora. Quando le Iris saranno ben gonfie, passatele nell'uovo sbattuto e nel pangrattato.
Prendete un recipiente dai bordi alti ,versate l'olio di semi di arachide e portatelo a temperatura. Immergete le Iris un paio alla volta rigirandole su entrambe i lati fino a quando non risulteranno dorate da entrambe i lati. Scolarli su carta assorbente da cucina e servili o tiepide o fredde.



LA PARMIGIANA ALLA CALABRESE DI MAMMA( da il mio quaderno di ricette)



Vi presento un altra ricetta tradizionale presa dal MIO QUADERNO DI RICETTE questa volta dal sapore calabrese, terra natale di mia mamma.  La Parmigiana vede le sue origini in Sicilia ma è molto diffusa anche in terra calabra con delle varianti e sicuramente più ricca di ingredienti.
Contrariamente a quanto pensato il nome Parmigiana non significa assolutamente " melanzane all'uso di Parma " o melanzane al Parmigiano Reggiano, ma deriva invece da " parmigiana " ovvero l'insieme dei listelli di legno sovrapposti che formano la persiana e che ricordano la sistemazione delle melanzane nella parmigiana. Per quanto ne sappiamo oggi, la patria della parmigiana è la Sicilia dove si possono trovare le tipiche melanzane da parmigiana, ovvero le petroniane, termine dal quale deriverebbe ( secondo i siciliani ) il nome della pietanza.

POTETE TROVARE LA RICETTA SUL MIO QUADERNO DI RICETTE IN ITALIANO E IN INGLESE IN VENDITA SU TUTTI GLI STORE AMAZON.

















PASTA E FAGIOLI



La pasta  e fagioli è un tipico  piatto italiano di cui esistono diverse varianti regionali. Tra gli ingredienti insostituibili la pasta corta, fagioli borlotti, cipolla, brodo, lardo, olio, sedano. Tra le varianti a seconda delle Regioni, la salvia, il timo, prezzemolo, maggiorana, rosmarino, pomodoro, pepe, guanciale, prosciutto o pancetta.
La regione di origine  è incerta e viene considerato un piatto tipico di varie zone. Poco conosciuto per esempio in Sardegna lo si trova spesso sulle tavole del Lazio, in Campania, in Lombardia, in Toscana e nel Veneto. 
Nella cucina napoletana la pasta per esempio viene cotta direttamente insieme ai legumi invece che essere cotta a parte e poi aggiunta ai fagioli. In questo modo non solo la pasta conserva il suo amido ma questo insieme alla mantecatura, conferisce alla pasta e fagioli una cremosità maggiore al sugo che in napoletano si chiama " azzaccato ".
Un classico della cucina Italiana sempre molto attuale cucinata, in questa ricetta, a modo mio.


INGREDIENTI PER 6 PERSONE:

500 gr di pasta corta  mista ( o maltagliati o ditalini medi );

600 gr di fagioli borlotti;

uno spicchio d'aglio;

4/5 pomodori maturi;

3 fette di guanciale  ( a piacere );

q.b. di olio extra vergine di oliva;

un peperoncino a piacere;

due bicchieri di acqua calda;

qualche foglia di basilico fresco.


PROCEDIMENTO:

In un tegame di coccio o in una pentola a pressione aggiungete un paio di cucchiai di olio evo. Sbucciate l'aglio e tagliatelo a pezzi. Aggiungetelo all'olio e fatelo rosolare aggiungendo se gradite il peperoncino spezzettato. Tagliate a listarelle il guanciale, unitelo al soffritto e fatelo sfrigolare. Portate a bollore in un tegame dell'acqua, incidete a croce i pomodori e immergeteli per circa un minuto nell'acqua bollente. Fate raffreddare e privateli della buccia. Tagliateli a pezzettoni e aggiungeteli al soffritto. Fate cuocere per circa 5 minuti. 
Aggiungete i fagioli, rimestate, aggiungete i due bicchieri di acqua calda e cuocete per circa 40 minuti nel tegame di coccio, 20 minuti in pentola a pressione. Mettete a bollire in una pentola dell'acqua per la cottura della pasta. Appena raggiunge il bollore, salate e cuocete la pasta. Scolatela con un pò di acqua di cottura, aggiungetela ai fagioli e fate mantecare. Servite aggiungendo un filo di olio evo e qualche foglia di basilico.



giovedì 15 ottobre 2015

SU PISTU..."FREGAU"



In rappresentanza della Sardegna per l'uscita del 16 Settembre 2015 con tema le erbe aromatiche e profumi di fine estate per la rubrica #LItalianelpiatto DOLCI TENTAZIONI D'AUTORE propone questa ricetta dal sapore tutto mediterraneo.







La fregola sarda è un tipo di pasta prodotta in Sardegna. Il nome deriva dal latino " frisare " cioè sminuzzare e nel dialetto tipico viene anche detta " sa fregula ". Si presenta in varie forme e dimensioni ed è preparata con un impasto a base di acqua e semola di grano duro ( a volte con l'aggiunta di zafferano ) che viene lavorato a piccoli grumi dentro un grande catino di coccio. L'impasto viene sfregato e " rotolato " con le mani e poi lascaito asciugare in forno a 50° gradi e fatto tostare sempre in forno. Solitamente viene cucinata in un brodo di carne o pesce oppure , famosa in Sardegna  la fregola con le arselle ( vongole ) " fregula con cocciula " o con le lumache o ancora se preparata con il pecorino, diventa " fregula incasada ". Spezie, erbe e aromi condiscono spesso i piatti della cucina sarda che da secoli fanno parte della tradizione locale. Le stesse piante con le loro bacche e con le loro foglie sono anche alla base di distillati e liquori per i quali la Sardegna è diventata famosa nel resto d'Italia e all'estero. Sono soprattutto i piatti a base di carne e di pesce che le vedono protagoniste : vedi l'alloro, il ginepro, il rosmarino, il basilico, la menta, la salvia, il mirto e il finocchietto selvatico. Molto spesso del profumo delle erbe aromatiche sarde sanno le carni degli armenti che si nutrono al pascolo brado o i formaggi ricavati dal loro latte. Numerosi sono i piatti che prevedono l'uso del finocchietto selvatico che va ad insaporire i bolliti, le carni in umido, gli arrosti, le lumache, la selvaggina o i sughi per le paste.

INGREDIENTI:

300 gr di fregola trafilata al bronzo;

q.b. di fumetto di pesce;                                                                

due tranci di tonno freschissimo;

uno scalogno;

uno spicchio di aglio;

q.b. di basilico fresco;

q.b. di salvia;

q.b. di origano;

q.b. di finocchietto selvatico;

q.b. di menta fresca;

una manciata di mandorle pelate;

q.b. di olio extra vergine profumato al rosmarino;

q.b. di sale aromatizzato al mirto;

q.b. di olio extra vergine di oliva.


PROCEDIMENTO:

Come prima cosa portate ad ebollizione il fumetto di pesce per far cuocere la fregola. Prendete una larga padella antiaderente, aggiungete un paio di cucchiai di olio evo aromatizzato al rosmarino, lo spicchio d'aglio spellato, diviso a metà e privato dell'anima e lo scalogno sbucciato e tritato a coltello. Fatelo imbiondire nell'olio e nel frattempo tagliate a dadini piccolissimi i tranci di tonno, aggiungeteli nella padella e fate rosolare un minuto. Sfumate con un mestolo di fumetto, cuocete ancora un minuto e spegnete il fuoco. Salate con del sale aromatizzato a mirto, spegnete il fuoco e lasciate da parte ad insaporire. Intanto occupatevi del pesto alle erbe; in un mortaio mettete la salvia, il basilico, la menta,l'origano, il finocchietto selvatico e le mandorle. Aggiungete tanto olio evo quanto ne serve per iniziare a pestare. Lasciate da parte. Appena il fumetto raggiunge il bollore cuocete la fregola lasciandola indietro di cottura. Riaccendete il fuoco sotto la padella  del tonno, scolateci dentro la fregola con un mestolo forato senza preoccuparvi di scolarla troppo, aggiungete un mestolo di brodo e continuate la cottura in padella. Aggiungete un paio di cucchiai di pesto e terminate la cottura ( aggiungendo se serve ancora un pò di fumetto. La fregola non deve risultare ne troppo brodosa ne troppo asciutta ). Servite caldo.





















Vi presento i miei compagni di viaggio, i rappresentanti delle altre Regioni d'Italia;

Valle d'Aosta:

Piemonte: Timballo di verdure grigliate al profumo di menta di Pancalieri

Trentino-Alto Adige:

Friuli-Venezia Giulia: Gnocchi di rape rosse

Lombardia: Frittata di erbe fini di Gualtiero Marchesi

Veneto:

Emilia Romagna: Liquore al basilico


Toscana: Acciughe sotto pesto

Marche:


Abruzzo:

Molise:

Lazio:

Campania:

Basilicata:

Puglia: Focaccia con patate e rosmarino

Calabria: L'origano selvatico calabrese

Sicilia: non partecipa

Sardegna: Su Pistu "Fregau"